Qualcuno ha sentito la mancanza,altri no.Io credo di vivere una fase non felice,ma neanche brutta della mia modesta esistenza.
Chi può dire di non vedere la tragicità delle cose,nega il proprio arco vitale. Chi sostiene la tesi opposta non ha tutti i torti.Ha ragione Battiato(probabilmente),quando cerca un centro di gravità…….
È fondamentale(ammesso di aver trovato questo centro) avere successo nel business.Il lato economico,quindi è l’elementare pilastro della realizzazione di se stessi?!
Il cacciatore di aquiloni è un libro semplice,ma manifesta tutte le emozioni,le qualità i difetti dell’umanità,e non solo degli afgani,come qualcuno ha scritto. Le tragedie sono il succo della vita.
Non c’è niente di comico,niente di confortante,ma alla fine l’amore trionfa.
Avete visto Rendition?
E se la cosa succedesse a voi o a qualche vostro caro?!
Grazie alla mediazione russa, gli stati balcanici conclusero una serie di accordi in funzione anti-turca nel 1912: tra la Serbia e la Bulgaria nel marzo 1912; tra la Bulgaria e la Grecia nel maggio 1912; il Montenegro, infine, siglò accordi con Serbia e Bulgaria nell'ottobre 1912. Proprio in seguito a questi accordi (la Lega Balcanica), l'8 ottobre si ebbe lo scoppio della Prima Guerra Balcanica. In meno di due mesi, gli Ottomani persero quasi tutti i loro possedimenti nella penisola balcanica e conclusero un armistizio il 3 dicembre, cui fece seguito la Conferenza di Londra, a partire dal 17 dicembre 1912. Le condizioni di pace furono però giudicate inaccettabili dall'Impero Ottomano, sicché le ostilità ripresero fino a un nuovo armistizio, stabilito il 19 aprile 1913. Con la mediazione delle principali potenze europee, il 30 maggio 1913 fu firmato il Trattato di Londra, che pose fine alla guerra. Sconfitto sul campo l'Impero ottomano, che aveva lungamente negato autonomia al Kosovo, la Conferenza di Londra, a seguito delle specifiche e pressanti richieste in tal senso dell'Austria-Ungheria, negò alla Serbia l'accesso al mare che essa aveva fortemente richiesto, da realizzare annettendo ad essa territori lungo la valle del fiume Drina, sino all'Adriatico. Per contro, la Francia e la Russia, operarono affinché alla Serbia fosse concesso il controllo della Macedonia e del Kosovo, mentre la Metohija fu affidata al Montenegro. E fu concessa l'indipendenza all'Albania. Al momento della riconquista del Kosovo da parte dei Serbi, i cittadini di etnia albanese corrispondevano a circa il 60% del totale degli abitanti della provincia. L'occupazione serba fu realizzata a prezzo di gravi massacri: si stima che circa 20.000 kosovari, in prevalenza albanesi, furono giustiziati. In tal modo, nel giugno 1913, alla conclusione della Conferenza a Londra, un gran numero di cittadini di etnia albanese si trovò sottoposto ad un potere serbo oppressivo, con il beneplacito delle grandi diplomazie europee. Richiamandosi alla battaglia del 1389, il governo serbo pianificò una ricolonizzazione del Kosovo da parte di famiglie serbe, mentre si distruggevano le case di turchi e albanesi emigrati o fuggiti.
Scoppiata nell'agosto 1914 la I Guerra Mondiale, l'esercito serbo fu logorato, sconfitto e costretto alla ritirata verso l'Adriatico attraverso il Kosovo che, a partire dall'inverno 1915-1916, fu occupato da truppe dell'Austria-Ungheria e della Bulgaria, con il sostegno della popolazione albanese. Nel 1918, l'esercito serbo rientrò in Kosovo e ne scacciò le truppe degli Imperi centrali, vendicandosi con atrocità sulla popolazione. Dopo la sconfitta degli Imperi Centrali (novembre 1918), l'unione tra Serbia e Montenegro (1 dicembre 1918) nel nuovo Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, in seguito ridenominato Regno di Jugoslavia, si vide riconosciuto nel 1919 il controllo del Kosovo e della Metohija, ora riuniti. Si tornò così, nella provincia, alla situazione creatasi nel 1913, con il Kosovo formalmente annesso al nuovo Regno, il cui monarca Alessandro I avviò contatti con la Turchia al fine di aver mano libera nella campagna di repressione che intraprese contro la resistenza alle annessioni opposta dai Kaçaks albanesi del Kosovo e dai Komitadjis in Macedonia. All'esodo forzato dei cittadini di etnia albanese si aggiunsero misure che favorirono l'immigrazione al loro posto di cittadini di etnia serba e montenegrina. Questa lenta politica di pulizia etnica e culturale proseguì sino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, quando i cittadini di etnia albanese in Kosovo furono ridotti a meno del 50%.
Come si comporta quindi un esemplare maschio quando trova finalmente una compagna? Non la lascia mai andare, e, in questo caso, occorre prendere queste parole davvero "alla lettera"! Come un parassita, infatti, il maschio morde la pelle della femmina e con i denti si fissa alla sua compagna. Il sistema circolatorio dei due pesci si unisce e da quel momento in poi il maschio dipenderà completamente dalla femmina per alimentazione, protezione e tutto ciò di cui avrà bisogno. Rimarranno solamente due piccole aperture ai lati della bocca per la respirazione.
Una volta unitosi alla femmina, il maschio comincia lentamente un processo degenerativo. I suoi occhi diventano sempre più piccoli, finché non li perde definitivamente, la sua pelle si ricopre di spine, sviluppa i grandi testicoli, mentre i restanti organi interni spariscono. Una disposizione questa che, se avvantaggia soprattutto il maschio, contemporaneamente libera entrambi i sessi dalla necessità di cercare nuovi compagni al momento della riproduzione.
Ecco perché le rane pescatrici degli abissi rimangono insieme per tutta la loro vita.
Tenero,per certi versi......
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